Registro della fruizione
Detto anche: registro presenze online, registro delle presenze FAD, log di fruizione
Il registro della fruizione è il documento che riporta, per ogni partecipante a un corso online, quando ha seguito le lezioni e per quanto tempo. Online sostituisce il foglio firme dell'aula e serve come prova davanti ai fondi e agli enti di controllo.
In breve
- È l'equivalente online del registro presenze dell'aula.
- Riporta date, orari di accesso, sessioni e tempo passato su ogni lezione.
- Si usa come prova nella formazione obbligatoria e finanziata.
- Nasce dai dati del tracciamento, ma è un documento ordinato e leggibile.
- Deve essere coerente con le ore dichiarate nel corso.
Come funziona il registro della fruizione?
La piattaforma registra ogni sessione del partecipante: inizio, fine, lezioni aperte e tempo effettivo. Questi dati vengono riordinati in un registro per persona e per corso, che si può consultare ed esportare.
Un buon registro non si limita a dire «corso completato». Mostra il percorso giorno per giorno, così chi controlla può capire se le ore dichiarate corrispondono a ore realmente seguite. Spesso il registro riporta anche gli esiti dei quiz e delle eventuali verifiche d'identità fatte durante il corso.
A cosa serve il registro della fruizione?
Serve a dimostrare che la formazione è stata svolta davvero, da quella persona e per il tempo previsto. È il documento che si mostra quando qualcuno chiede «come fate a sapere che il corso è stato seguito?».
I casi tipici sono tre:
- la formazione obbligatoria, per esempio quella sulla sicurezza sul lavoro, dove l'ente deve poter documentare la frequenza;
- la formazione finanziata dai fondi interprofessionali, dove il registro entra nella rendicontazione del piano;
- i controlli interni dell'azienda cliente, che vuole sapere chi ha completato cosa.
Che cosa deve contenere un registro della fruizione?
Di norma: dati del partecipante, corso, date e orari delle sessioni, tempo per lezione, esito delle prove finali. I requisiti precisi dipendono dalla norma o dal regolamento del fondo che si applica al corso, quindi vanno verificati caso per caso.
Il registro va conservato in modo che non si possa modificare a posteriori. Un documento che si può correggere a mano perde gran parte del suo valore come prova.
Esempio pratico
Un ente eroga un corso di 8 ore sulla sicurezza a 40 dipendenti di un'azienda. A fine corso il consulente del lavoro chiede le prove di frequenza. L'ente scarica il registro della fruizione: per ogni dipendente compaiono le sessioni con data e ora, il tempo passato su ciascuna lezione e l'esito del test finale. Due persone risultano sotto le ore previste e vengono invitate a completare le lezioni mancanti prima del rilascio dell'attestato.
Differenze con Tracciamento della fruizione
| Aspetto | Registro della fruizione | Tracciamento della fruizione |
|---|---|---|
| Che cos'è | Un documento ordinato e leggibile | Un processo tecnico di raccolta dati |
| Chi lo usa | Revisori, fondi, consulenti, aziende | La piattaforma e chi analizza i dati |
| Contenuto | Sessioni, tempi ed esiti per persona | Tutti gli eventi registrati |
| Scopo | Dimostrare la frequenza | Misurare cosa succede nel corso |
Domande frequenti
Il registro della fruizione è obbligatorio nei corsi online?
Dipende dal tipo di corso. Nella formazione obbligatoria e in quella finanziata dai fondi serve quasi sempre una prova della frequenza; i requisiti esatti li fissano la norma o il regolamento del fondo.
Che differenza c'è con il registro presenze dell'aula?
Il registro dell'aula si basa su firme e appello. Quello online si basa sui dati raccolti dalla piattaforma: accessi, sessioni e tempi.
Il registro della fruizione si può modificare?
Non dovrebbe. Per valere come prova deve riportare i dati come sono stati registrati, senza correzioni manuali.
Come lo gestisce Zorvio
Zorvio tiene un registro della fruizione con tempi e sessioni di ogni partecipante, insieme alle verifiche d'identità fatte durante il corso. Per le lezioni in aula registra le presenze con un codice all'ingresso e all'uscita o con l'appello del docente. I dati confluiscono nei documenti per i fondi e il revisore può consultarli in sola lettura.
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