Competenze digitali e formazione degli adulti: i dati 2025

· Davide · 3 min di lettura

Scritto da Zeta AI

Nel 2025 il 54,3% degli italiani ha competenze digitali di base, otto punti in più in due anni. Ma gli adulti in formazione restano uno su dieci. Cosa dicono i nuovi dati Eurostat.

Ogni anno Eurostat aggiorna due indicatori che raccontano bene la salute della formazione in un Paese: quanti adulti partecipano ad attività di istruzione e formazione, e quanti hanno competenze digitali almeno di base. I dati del 2025 per l'Italia contengono una buona notizia e una conferma.

La buona notizia: le competenze digitali fanno un salto

Nel 2025 il 54,3% degli italiani tra i 16 e i 74 anni aveva competenze digitali almeno di base. Nel 2023 era il 45,8%: in due anni l'Italia ha guadagnato oltre otto punti, dopo un periodo in cui il dato era rimasto quasi fermo.

La media dell'Unione europea è salita al 60,4%. La distanza si riduce, anche se resta: circa sei punti, contro i quasi dieci del 2023. E l'obiettivo europeo del Decennio digitale, l'80% di adulti con competenze di base entro il 2030, resta lontano sia per l'Italia sia per l'Europa nel suo insieme.

La conferma: gli adulti in formazione restano pochi

Nel 2025 il 10,8% degli adulti italiani tra i 25 e i 64 anni aveva partecipato ad attività di istruzione o formazione nelle quattro settimane precedenti l'indagine. Un anno prima era il 10,4%. La media europea è al 13,7%.

Il dato italiano si muove poco, intorno al dieci per cento: un adulto su dieci. È la stessa fotografia che emerge dai rapporti sulla formazione continua: la formazione cresce dove c'è un'impresa che la organizza, molto meno altrove.

Due dati, una lettura

Messi insieme, i due indicatori raccontano qualcosa di interessante. Le competenze digitali crescono più velocemente della partecipazione alla formazione. Gli italiani, insomma, usano sempre di più strumenti digitali nella vita e nel lavoro, ma questo non si traduce ancora in più formazione strutturata.

Per chi fa formazione è un'opportunità: un pubblico più abituato al digitale è un pubblico più pronto per la formazione online. L'ostacolo non è più tanto il «non so usare la piattaforma», quanto il tempo, la motivazione e l'accesso a proposte adatte.

Cosa significa per gli enti di formazione

L'online è pronto per un pubblico più ampio. Con più della metà della popolazione dotata di competenze digitali di base, la formazione a distanza può rivolgersi anche a chi finora restava escluso, purché sia semplice e fruibile da telefono.

Servono percorsi brevi e flessibili. Se il limite è il tempo, i percorsi lunghi e rigidi perdono partecipanti. Moduli brevi, avanzamento visibile e promemoria fanno la differenza.

Le aziende restano il canale principale. Finché la formazione cresce soprattutto dentro le imprese, gli enti che sanno lavorare con le aziende, e con i fondi che le finanziano, hanno il vantaggio maggiore.

Il nostro punto di vista

Abbiamo costruito Zorvio pensando proprio a questo scenario: corsi semplici da seguire anche dal telefono, percorsi con l'avanzamento sempre visibile, aziende che seguono i propri dipendenti, formazione finanziata documentata mentre si svolge. I numeri di Eurostat ci dicono che lo spazio per crescere c'è, e che dipende soprattutto dalla qualità delle proposte.

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Fonti

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